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Museo Universitario di Scienze della Terra
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Il Collegio Nazareno
(Testo a cura dei Padri Scolopi del Collegio Nazareno)

 

INFORMAZIONI SULL'ISTITUTO

Il Collegio Nazareno è ubicato nel centro storico di Roma, in un palazzo del XVI secolo, ampliato nel XVIII.

L'attività didattica e formativa è curata dai Padri Scolopi e dai loro collaboratori laici, e si ispira all'ideale pedagogico di S. Giuseppe Calasanzio, fondatore dell'Ordine delle Scuole Pie e del Collegio stesso.

Il Collegio comprende tre licei: Ginnasio-Liceo Classico, Liceo Scientifico, Liceo Linguistico.

Dal punto di vista amministrativo, il Collegio Nazareno è una Fondazione, gestita attualmente da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri.

LA STORIA DELL'ISTITUTO

Il Collegio Nazareno fu fondato da S. Giuseppe Calasanzio nel 1630.

Il nome dell'Istituto deriva dall'appellativo del Cardinale Michelangelo Tonti, detto il Nazareno per essere stato arcivescovo della diocesi di Nazareth di Puglia, il quale nel 1622 aveva lasciato a S. Giuseppe Calasanzio il Palazzo di Via del Bufalo a Roma e i suoi possedimenti di Romagna, affinché fosse fondata una scuola per i ragazzi poveri che non potevano frequentare le scuole dell'epoca per lo più a pagamento.

S.Giuseppe Calasanzio nell'istituire la scuola incontrò non poche difficoltà, derivanti in parte dalle vicende dell'Ordine delle Scuole Pie che aveva da pochi anni fondato, in parte dall'opposizione degli eredi del Cardinal Tonti, i quali impugnarono il testamento, dando origine ad una controversia giudiziaria che si concluse solo nel 1679.

Le difficoltà comunque furono soprattutto economiche, cosa che costrinse ad accogliere nella scuola anche convittori a pagamento.

Tra la fine del XVII secolo e la prima metà del XVIII il palazzo di Via del Bufalo fu adattato ed ampliato e il Nazareno diventò la scuola più ambita dalla nobiltà romana e non solo romana e ciò senza tradire lo spirito originario per cui era sorto, continuando ad ospitare sempre un certo numero di alunni poveri.

Il palazzo, ampliato e fornito di un oratorio, di un teatro e di un salone (l'attuale Aula Magna), fu arricchito di statue e busti che ancora oggi si possono ammirare lungo lo scalone, nella galleria e nel salone.

Nel XVIII secolo il Collegio ebbe senz'altro il suo periodo migliore.

La Congregazione Lauretana, fondata da S. Giuseppe Calasanzio insieme con l'Istituto, manteneva vivo il culto della Madonna di Loreto, protettrice, insieme col S. Fondatore, del Collegio Nazareno.

L'Accademia degli Incolti, fondata dal P. Giuseppe Pennazzi fra il 1658 e il 1659, con i suoi trattenimenti drammatici e gare poetiche, si affermò a tal punto da essere dichiarata colonia dell'Accademia dell'Arcadia.

Sempre nel secolo XVIII il P. Gian Vincenzo Petrini fondò un museo mineralogico, mentre particolare importanza assumevano a fianco alla scuola normale, una scuola di fisica sperimentale e una scuola di anatomia sul vero.

Alla fine del XVIII secolo a seguito della prima repubblica romana il Collegio, occupato dai francesi e abbandonato dai convittori, ebbe un periodo di grave crisi e a peggiorare le cose contribuì la soppressione degli Ordini Religiosi nel 1810.

Dopo la caduta di Napoleone, il Collegio Nazareno riprese nuovo vigore e, sotto il pontificato di Pio IX (1846-1878), ritornò all'antico splendore.

Pio IX, che era stato allievo dei P. Scolopi nel Collegio di Volterra e, negli anni 1826 e 1827, era stato confessore dei convittori del Collegio Nazareno, si dimostrò molto amico del Collegio, che visitò più volte.

Nella visita del 1868 approvò il progetto di quella che attualmente è la cappella grande dell'Istituto e che fu costruita nel locale precedentemente adibito a teatro.

Negli anni 1865 e 1866 anche S. Giovanni Bosco visitò il Collegio Nazareno per studiarne il metodo pedagogico.

Nel 1870 la conquista di Roma e nel 1873 la soppressione da parte del Governo Italiano degli Ordini Religiosi crearono gravi problemi e misero in discussione la sopravvivenza stessa del Collegio.

Nel 1875 un decreto di Vittorio Emanuele II affidava l'amministrazione del Nazareno ad una Commissione di cinque membri laici, di cui tre di nomina governativa e due nominati dalla provincia, lasciando ai Padri Scolopi solo la gestione dell'attività didattica e formativa.

Il Collegio nel 1884 ebbe anche il pareggiamento e negli anni successivi, animato dalla solerte opera dei Padri Scolopi, tra cui spicca a cavallo dei due secoli il dantista Luigi Pietrobono, si affermò tra gli Istituti più prestigiosi d'Italia, tanto che nel 1939 fu onorato dalla visita di Vittorio Emanuele III, in occasione dello scoprimento di un busto della regina Margherita di Savoia, che ai primi del Novecento aveva seguito nel Collegio le Lecturae Dantis del P. Luigi Pietrobono.

In tempi più recenti il Collegio Nazareno fu più volte visitato dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

IL SANTO FONDATORE DEL COLLEGIO NAZARENO

S. Giuseppe Calasanzio, nato nel 1557 a Peralta de la Sal in Spagna, diventato sacerdote, giunse a Roma nel 1592.

Presa consapevolezza dell'ignoranza e della miseria in cui versavano i ragazzi appartenenti alle famiglie disagiate, decise di rimanere nella Città Eterna per dedicarsi all'istruzione gratuita dei ragazzi poveri.

Fondò una prima scuola nel 1597 nella Parrocchia di Santa Dorotea in Trastevere.

Quell'iniziativa, portata avanti tra tante difficoltà, ebbe un grandissimo successo, sì che, per assicurare continuità alla sua opera, nel 1617 costituì con i suoi seguaci la Congregazione Paolina delle Scuole Pie dei Poveri della Madre di Dio, che nel 1621 fu elevata ad Ordine Religioso con Voti Solenni.

Amico di Tommaso Campanella e di Galileo Galilei, S. Giuseppe Calasanzio fu particolarmente sensibile alle novità derivanti dal fermento culturale e sociale della sua epoca.

Dovette superare varie difficoltà provocate dall'opposizione di altri Ordini Religiosi e fu anche vittima dell'Inquisizione, ma la fede nei suoi ideali non venne mai meno.

La sua visione pedagogica, rivoluzionaria a quell'epoca, ha ispirato tutte le successive riforme nel campo dell'istruzione ed ancor oggi è più che mai valida.

S. Giuseppe Calasanzio morì a Roma nel 1648. Nel 1748 fu beatificato dal Papa Benedetto XIV. Nel 1767 fu canonizzato da Papa Clemente XIII. Nel 1948 fu proclamato da Pio XII Patrono universale di tutte le scuole popolari cristiane.

LA PEDAGOGIA CALASANZIANA

La pedagogia calasanziana muove da due considerazioni fondamentali, maturate da S. Giuseppe Calasanzio quando venne a contatto con la miseria e l'ignoranza che affliggevano gran parte della gioventù romana dei suoi tempi:

  • La scuola come preparazione a "vivere bene" la vita;

  • L'istruzione aperta a tutti come strumento di progresso sociale e civile.

La pedagogia calasanziana si fonda pertanto su una scuola aperta a tutti (non solo ai ricchi, ma anche e soprattutto ai poveri) e sensibile alle problematiche della realtà circostante.

L'alunno è centro dell'opera educativa, che deve essere ispirata alla massima comprensione e deve essere sempre attuata nel rispetto della personalità del ragazzo.

Pietas et litterae è il motto di S. Giuseppe Calasanzio. Esso riunisce l'amore per il prossimo (inteso come solidarietà verso i più poveri, i più deboli, i più bisognosi) e la formazione più specificamente culturale.

Al tempo del Calasanzio esistevano molte Congregazioni religiose. Esse svolgevano ministeri come la cura degli infermi, l'assistenza degli orfani, la predicazione, il riscatto dei prigionieri, ma nessuna aveva come ministero proprio e specifico l'istruzione e l'educazione gratuita dei bambini poveri.

La convinzione che il rinnovamento sociale poteva avvenire solo attraverso la diffusione della cultura portò il Calasanzio ad ideare una scuola democraticamente intesa, aperta a tutti ed in particolar modo ai ragazzi poveri. A buon diritto S. Giuseppe Calasanzio è considerato il fondatore della prima scuola popolare gratuita d'Europa.

Ma quella scuola non sarebbe sopravvissuta al fondatore senza un'istituzione che ne garantisse la continuità. Di qui l'idea di fondare un ordine religioso che avesse come ministero specifico l'educazione gratuita dei fanciulli.

La scuola calasanziana era improntata ad una grande praticità, ad una particolare attenzione alla realtà, all'apertura verso il nuovo, talvolta anche oltre la posizione ufficiale della Chiesa, come dimostra l'amicizia e la stima di S. Giuseppe Calasanzio nei riguardi di due personalità "scomode" a quell'epoca come Tommaso Campanella e Galileo Galilei.

La cultura era intesa come strumento di preparazione alla vita,donde la concretezza della scuola calasanziana, che riuniva l'istruzione o formazione intellettuale e l'educazione o formazione umana, morale e religiosa.

Anticipatore di almeno due secoli di quel principio che attualmente è stato fatto proprio da tutte le società evolute e cioè dell'educazione intesa come diritto del cittadino, il Calasanzio aprì la sua scuola indistintamente a tutti i ragazzi (poveri e ricchi, cattolici e non cattolici, cristiani e non cristiani), i quali venivano educati nel pieno rispetto della loro dignità umana e della loro fede religiosa.

L'ORDINAMENTO DELLA SCUOLA CALASANZIANA ALL'EPOCA DEL FONDATORE

All'epoca di S. Giuseppe Calasanzio il corso degli studi era diviso in nove anni o meglio in nove classi, numerate secondo l'ordine inverso, così che la nona classe era quella più bassa e la prima quella superiore ed ultima. Si cominciava quindi con la classe nona, quella frequentata dai piccolini, che comunque non potevano avere meno di sei anni.

In tale classe i bambini apprendevano le lettere dell'alfabeto e le combinazioni sillabiche; era la classe più faticosa e meno gradita ai maestri, ma anche quella in cui nella visione calasanziana l'opera dell'educatore esprimeva il momento più nobile, più cristianamente elevato della propria realizzazione.

Le altre otto classi erano raggruppate in cicli di quattro anni ciascuno:

  • il primo costituiva la scuola primaria, comune a tutti, al termine della quale gli alunni potevano lasciare la scuola ed iniziare un'attività lavorativa oppure passare al secondo ciclo;

  • il secondo ciclo, che costituiva la scuola secondaria, consentiva l'accesso agli studi universitari.

Una scuola dunque per tutte le esigenze, ma che teneva soprattutto conto delle necessità dei ragazzi poveri, che avevano bisogno di inserirsi nel mondo del lavoro.

Le materie studiate nella scuola di S. Giuseppe Calasanzio erano le stesse che si studiavano nelle altre: dopo la scuola dei "principî", infatti, si passava agli studi di grammatica, umanità e retorica, ma l'aspetto innovativo della scuola calasanziana fu l'uso e lo studio della lingua materna a fianco del latino e la particolare importanza data allo studio della matematica e agli studi scientifici.

Fondamentale importanza nella visione pedagogica di S. Giuseppe Calasanzio assunse il ruolo del maestro.

Il maestro secondo S. Giuseppe Calasanzio doveva essere fornito di apertura mentale, di comprensione, di pazienza, di amore e di carità; egli doveva fondare la sua opera educativa sul dialogo, trattare il ragazzo sempre con umanità e rispetto, prestare attenzione al vissuto del ragazzo e guidarlo più con la persuasione e con l'esempio che con mezzi coercitivi.

Punire il meno possibile - suggeriva S. Giuseppe Calasanzio ai maestri - e sempre nel rispetto della dignità umana.

Importante, nell'opera educativa, anche la preghiera, che però non andava mai imposta a quei ragazzi che professassero fede religiosa diversa dalla cattolica.

SITUAZIONE AMBIENTALE ATTUALE

Il Collegio Nazareno è ubicato nel centro storico di Roma, che negli ultimi decenni è andato sempre più spopolandosi.

L'Istituto pertanto non ha una valenza specifica di quartiere.

Gli alunni provengono da varie zone della città, alcuni anche da fuori Roma, ed appartengono a famiglie di diversa condizione economica, di diverso ceto sociale, di diverso orientamento ideologico.

L’ubicazione nel centro storico di Roma e per di più in un palazzo del XVI secolo offre pochi spazi per l’attività all’aperto e limita, data la distanza dalle abitazioni degli alunni e dei docenti, la possibilità di creare delle occasioni d’incontro nella sede dell’Istituto anche nei giorni festivi e nelle ore serali, offre però l’opportunità di visitare monumenti, chiese, musei, luoghi di interesse artistico ed archeologico di cui il centro storico di Roma è ricco, e di poter seguire con facilità mostre, spettacoli, manifestazioni culturali, ecc.

La realtà umana dei nostri alunni presenta inoltre due aspetti con i quali bisogna misurarsi:

  • il primo, generale, relativo ad una generazione tendenzialmente priva di memoria storica e alla disperata ricerca di parametri di riferimento

  • il secondo, relativo alla eterogeneità dei nostri alunni, che rende prioritario un intervento volto a creare delle basi cognitive comuni ed una sufficiente convergenza tra i diversi livelli culturali.

IL COLLEGIO NAZARENO

LA NOSTRA STORIA

a) Il Collegio Nazareno fu inaugurato a Roma il 01.01.1630 (Collegium Nazarenum incepit per octo alumnos); Fondatore è S. GIUSEPPE CALASANZIO (1557- 1648) che nel 1597 aveva ideato e iniziato a ROMA, in TRASTEVERE, la Prima Scuola Popolare gratuita d'Europa; la fondazione del Nazareno si deve anche alla generosità e alla lungimiranza del Card. MICHELANGELO TONTI, che nel 1622, prima di morire, lasciò in eredità al Calasanzio la sua residenza romana e i suoi beni di Romagna per l' apertura e il sostegno di una scuola a favore dei poveri, degli umiliati e degli indifesi di allora.

Il palazzo del Nazareno, il cui nucleo più antico risale alla fine del secolo XVI, è così divenuto la sede di una delle più grandi avventure pedagogiche e culturali che siano mai state vissute nel campo scolastico; tra l'altro il complesso di edifici che formano il Collegio Nazareno non è privo di interesse storico e artistico (Galleria, Aula Magna, Aula di Giulio Cesare, Cappella, etc. . ..).

b) Dal 1630 ad oggi sono trascorsi più di 370 anni di attività scolastica ininterrotta, nonostante vicende storiche particolarmente avverse. Si tratta di un record di durata, che a Roma non conosce confronti. Anima e guida dell 'Istituto, da sempre, la Comunità dei PP. Scolopi.

c) L 'Istituto vanta una storia pedagogica e culturale tra le più prestigiose, non solo in Italia ma anche in Europa, da cui affluirono molti giovani alla ricerca di una formazione umana e culturale corrispondente alle esigenze dei loro tempi. La sua fama attirò l'attenzione di re, di imperatori (tra questi Giuseppe II e Francesco II d' Austria), di capi di Stato, di statisti, di uomini di Chiesa, di Papi; questi ultimi ebbero sempre una grande considerazione del Collegio Nazareno e dei suoi Alunni; spesso lo visitarono (Benedetto XIV, due volte; Clemente XIII; Pio VI; Pio VII; Gregorio XVI (numerose volte); PIO IX, tre volte ufficialmente), lo sostennero e ne incoraggiarono l'attività. Tra gli altri, per conoscerne il metodo pedagogico, ripetutamente lo
visitò S. Giovanni Bosco (anni 1865 e il 1866). Poi Giovanni PASCOLI (ben due volte) e, più recentemente, Pietro MASCAGNI, Umberto NOBILE, ripetutamente i Presidenti della Repubblica Giovanni GRONCHI e Giovanni LEONE, nonchè l'ex presidente dell'Unione Sovietica Michail GORBACIOV, i presidenti del Consiglio e ministri degli Esteri Antonio SEGNI, Giulio ANDREOTTI e Aldo MORO; inoltre val la pena ricordare la visita dei Premi Nobel John K. GALBRAITH, Merton MILLER, Harry MARKWITZ, Douglas NORTH, Gary BECKER. Tra gli uomini di Chiesa è sufficiente ricordare le ripetute visite di Mons. o. B. MONTINI, poi Papa con il nome di P AOLO VI.

d) La storia del Collegio Nazareno si incarna, in qualche modo, nella storia, non solo pedagogica, ma anche culturale e sociale della nostra città: infatti partecipò attivamente e con spirito di libertà agli eventi storici più significativi non solo di Roma, ma anche dell'Italia e dell'Europa.
Durante l'occupazione dei Tedeschi il Collegio riuscì a salvare la vita a diverse persone dalle persecuzioni naziste.

 

 
 

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