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LA GUARINITE DI TRE CROCI, VETRALLA (VT)

di
Roberto Pucci
Edgardo Signoretti

 

         

La “guarinite” non è una specie mineralogica vera e propria ma è una miscela, o meglio un concrescimento, di fasi mineralogiche diverse tra le quali possiamo citare: låvenite (Na,Ca)2(Mn,Fe2+)(Zr,Ti,Nb)Si2O7(O,OH,F)2, wöhlerite NaCa2(Zr,Nb)Si2O7(O,OH,F)2 e hiortdahlite (Ca,Na)3(Zr,Ti)Si2O7(O,F)2. Queste specie fanno tutte parte della famiglia della cuspidina Ca4Si2O7(F,OH)2 la cui struttura può essere descritta sulla base di due differenti "moduli": gruppi di due tetraedri (Si2O7)6- e nastri di ottaedri paralleli all’asse cristallografico c e centrati dagli altri cationi.A seconda delle modalità di connessione tra i gruppi Si2O7 ed i nastri di ottaedri, si avranno le strutture dei diversi membri della famiglia. In particolare, in uno  stesso cristallo di "guarinite" possono coesistere domini con sequenze differenti corrispondenti alle strutture dei diversi minerali del gruppo della cuspidina (Merlino e Perchiazzi, 1988).

 Fig. 1.  “Guarinite”, Tre Croci, Vetralla (VT). Associazione parallela di cristalli 1,5 mm. Coll. L. Mattei, foto R. Pucci.

  Fig. 2.   “Guarinite”, Tre Croci, Vetralla (VT). Cristallo di 0,8 mm (l’osservazione attenta della terminazione indica che in realtà si tratta di una associazione parallela di più cristalli). Coll. L. Mattei, foto R. Pucci.

In Italia, la “guarinite” è stata segnalata per la prima volta al Monte Somma-Vesuvio, come minerale tipico degli ejecta vulcanici sienitici (sanidiniti) (Russo e Punzo, 2004) e successivamente è stata osservata, in un analogo tipo di giacitura, anche ad Albano Laziale, sui Colli Albani (Gianfagna et al., 1988). In entrambi i casi si è accertato che il minerale è in effetti costituito da concrescimenti di låvenite, wöhlerite e hiortdahlite (Gianfagna et al., 1988; Merlino e Perchiazzi, 1988). 

La località di ritrovamento

Quando si arriva in prossimità di Cura di Vetralla, è difficile, per un mineralogista laziale passare oltre l’incrocio della Via Cassia con la SP Blerana ed andare diritti verso Vetralla senza lasciarsi vincere dalla tentazione di voltare a destra,  in direzione della località Tre Croci, e raggiungere Vetralla solo dopo alcuni giretti di rito per la campagna lungo la strada SP del Pentolino. Nel Marzo del 2004, in una delle sue consuete “giratine”, il socio del G.M.R. Luigi Mattei, lasciandosi alle spalle, per l’appunto, la strada del Pentolino all’altezza della frazione di Tre Croci, rinveniva presso i margini di un campo un piccolo proietto di tipo “sanidinitico”. La zona era quella già nota per alcuni importanti ritrovamenti, quella dove un po’ tutti i mineralogisti che l’hanno frequentata tra gli anni ‘80 e ‘90, hanno trovato “qualcosa”, come testimoniano le tante notizie rintracciabili in bibliografia.

Descrizione del campione

Il proietto, del diametro di circa 10 cm, aveva un aspetto insolito, molto chiaro e con i cristalli di sanidino brillanti e trasparenti, fittamente intrecciati fra loro insieme a trasparentissimi cristalli di un feldspatoide del gruppo della sodalite. Si notavano macchiette color ruggine e rossastre, spesso in prossimità delle piccole geodine. Già ad una prima analisi, negli interstizi tra i cristalli di sanidino si erano notati submillimetrici cristalli di un forte colore giallo miele, di aspetto alquanto caratteristico ed inusuale rispetto a quello dei minerali sino ad oggi osservati nelle sanidiniti vicane.

Il microscopio binoculare confermava le prime osservazioni, senza però offrire nuovi elementi per l’identificazione del minerale. Qualcosa di simile appartenente al gruppo della hiortdahlite-wöhlerite era stato visto nelle “sanidiniti” vesuviane (Russo e Punzo, 2004) e in quelle della zona del Laacher See in Germania (Van Der Meersche, 1997).

Il minerale è piuttosto diffuso nella massa del proietto, anche se spesso i cristalli sono passanti all’interno degli interstizi e pertanto difficilmente se ne osservano le terminazioni.

Fig. 3 - Immagine SEM agli elettroni retrodiffusi di un cristallo di “guarinite” di Tre Croci. Da notare il caratteristico concrescimento parallelo di più individui.

L’abito cristallino è prismatico schiacciato ma i cristalli non si osservano in individui singoli ma sempre in associazione parallela o fra loro compenetrati, dando ad essi un aspetto spezzettato (Fig. 3). Il minerale è associato con maggiore frequenza a minutissimi cristalli di baddeleyite e di fluorite, più raramente a mica e titanite.

Le analisi chimiche al microscopio elettronico a scansione(1) (Fig. 4) mostrano che il minerale è composto essenzialmente da: Si, Ca, Zr, Nb Mn, Fe e Na. Date le ridotte dimensioni dei cristalli non è stato possibile reperire materiale sufficiente per l’analisi in diffrazione ai raggi X su polveri. Per tale ragione si è fatto ricorso alla diffrazione ai raggi X su cristallo singolo per mezzo della quale sono stati determinati i seguenti parametri di cella: a = 10.869 (Å), b=10.039 (Å), c=7.210 (Å), b = 108.55°. Sulla base di queste informazioni il minerale è stato quindi identificato come una “guarinite”.

  Fig. 4.   Spettro di fluorescenza dei raggi X della “guarinite” di Tre Croci, da cui si determina la composizione chimica.

Conclusioni

Tabella 1.  Parametri di cella della “guarinite” di Tre Croci e dei minerali che compongono le “guariniti” laziali e vesuviane (Anthony et al., 1995).

 

Vicano

Låven

Wöhler

Hiortd

 

 

 

 

 

a (Å)

10,87

10,83

10,82

10,95

b (Å)

10,04

9,98

10,24

10,31

c (Å)

7,21

7,17

7,29

7,29

a (°)

90,32

b (°)

108,6

108,1

109,00

109,03

g (°)

90,08

Dal confronto dei parametri di cella della “guarinite” vicana con quelli delle tre fasi di cui sono costituite sia la “guarinite” di Albano sia quelle del Somma-Vesuvio (Tab.1), si osserva che il minerale di Tre Croci si avvicina più ad una låvenite che alla wöhlerite o alla hiortdahlite (Anthony et al., 1995). Tuttavia, ciò non è sufficiente per attribuire questo minerale ad una singola fase, poiché per fare ciò, sono necessari approfonditi studi strutturali. Comunque per il momento questo ci basta per aggiungere, alle già numerosissime specie mineralogiche osservate nell’area vicana, anche la “guarinite”.

Ringraziamenti

Gli autori ringraziano il dott. F. Bellatreccia, del Dipartimento di Scienze Geologiche della Università di Roma 3, per le analisi al SEM e per i preziosi consigli forniti nella stesura del testo.

Note

  1. Analisi effettuate dal dott. Fabio Bellatreccia presso il Laboratorio Interdipartimentale di Microscopia Elettronica (LIME) dell’Università Roma Tre. Microscopio elettronico Philips XL30 Analytical con filamento all’esaboruro di lantanio (LaB6), rivelatore per analisi chimica in dispersione di energia (EDS) EDAX.
 
 




BIBLIOGRAFIA

Anthony J.W., Bideaux R.A., Bladh K.W. e Nichols M.C., (1995) - Handbook of Mineralogy.Volume II. Silica, Silicates - Ed. Mineral Data Publishing Fulfillment Services Inc. Mineralogical Society of America, USA.

Gianfagna A., Merlino S. e Perchiazzi N., (1988) - Guarinite, a new finding in the sanidinite ejecta of the IV Hydromagmatic Unit from Albano lake crater, Latium, Italy. - Periodico di Mineralogia, 57, 81-84.

Merlino S. e Perchiazzi N., (1988) -Modular mineralogy in the cuspidine group of minerals. - Canadian Mineralogist, 26, 933-943.

Russo M. e Punzo I., (2004) – I Minerali del Somma-Vesuvio – AMI Ed., pp.320.

Van Der Meersche E., (1997) – Laacher See, Mineralen – Mineralcolor VZW, pp. 162.


 
 
 
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