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GIRANDO PER LA TOLFA

 

di
      Luigi Mattei
      Edgardo Signoretti
 

         

Abitualmente, fra noi cercatori di minerali del Lazio, per precisare la provenienza di un minerale, si usa citarela località “rinvenuto in” specificando poi il “distretto, il complesso, il sistema vulcanico o l’apparato” di cui questa località fa parte. Quello che abitualmente si usa fare quando si parla del Vulsino, del Vicano, del Cimino, del Sabatino o del Vulcano Laziale difficilmente ci capita di farlo quando ci si riferisce al “sistema” Tolfetano-Cerite-Manziate.

L’indicazione usuale diventa: ”rinvenuto in località” specificando eventualmente il comune di appartenenza: Tolfa, Allumiere, Cerveteri o Civitavecchia, ecc..

Sembra, quasi, ci sia una specie di inconscia resistenza a riconoscere ai Monti della Tolfa una origine vulcanica analoga a quella delle altre località laziali. Eppure, le mineralizzazioni presenti in questo territorio, unite a quelle del vicino apparato Cerite- Manziate, sono frutto del ciclo eruttivo più antico del Lazio esplicatosi con attività vulcaniche prevalentemente esplosive e databili al pliocene superiore tra i 4e i 2 milioni di anni fa(Tamagnini, 1994).

Si può affermare, anzi, che ilsistema Tolfetano-Cerite-Manziate chiudeva il suo ciclo di vulcano 700.000 anni prima che il “nonno” degli altri vulcani laziali, il Vulcano Cimino, iniziasse la propria attività.

L’evoluzione geologica di questo territorio è stata ampiamente descritta in altre occasioni, “Gli antichi vulcani del Lazio” (Parotto, 1982), “Il Cercapietre” (Tamagnini, 1994; 1995), “Tolfa terra di Preistoria”(Petronio, 2003) e altri, per cui riteniamo sia utile, in questo contesto, ricordare solo alcune cose.

Il sistema vulcanico “Tolfetano-Cerite-Manziate” è diviso in 3 zone distinte: la zona del Tolfetano fra Tolfa, Allumiere e la Valle del Mignone, la zona del Cerite fra Cerveteri e Sasso di Furbara con incluso il M. Sughereto e la zona del Manziate tra Canale Monterano e Manziana.

La zona del tolfetano, argomento di queste note, si differenzia nettamente dalle altre due e ogni mineralogista sa che i minerali che si possono trovare in questa area non sono rinvenibili in nessuna altra località laziale e che all’interno di questa stessa area esistono grosse diversificazioni per quanto riguarda la ricerca.

Fig. 1. Vene mineralizzate nella galleria di una miniera nel comune di Allumiere. Foto E. Signoretti

Infatti tra le località La Farnesiana, Allumiere e Sasso sono presenti prevalentemente mineralizzazioni a calcedonio, caolino, alunite (fig. 1), mentre i giacimenti metalliferi sono concentrati asud-ovest di Allumiere. Ciò significa che nell’areaManziana-Sasso-Allumiere saranno presenti minerali derivanti da fenomeni di caolinizzazione, e alunitizzazione e nelle aree poste a sud-ovest di Allumiere (zona del tolfetano) si avranno minerali dei giacimenti ferriferi, piombiferi e cupriferi.

Le numerose specie mineralogiche qui rinvenibili, si differenziano nettamente da quelle che abitualmente si osservano negli altri complessi vulcanici del Lazio, anzi molte di queste sono più facilmente rinvenibili in alcune località toscane o sarde.

Il motivo di queste differenze deriva, essenzialmente, dalla diversa natura del vulcanismo tolfetano caratterizzato da lave acide superficiali che per la loro viscosità tendono a raffreddarsi in prossimità del luogo di emissione dando origine ai così detti domi (Petronio, 2003).

I domi lavici presenti tra Manziana, Sasso di Furbara e Allumiere sono stati interessati successivamente da fenomeni idrotermali che hanno dato origine ai vasti giacimenti di caolino ed alunite.

A sud-ovest di Allumiere, invece, il magma non riuscì a raggiungere la luce e l’elevato calore sprigionato provocò, insieme ad altri fattori, la formazione di rocce metamorfiche di contatto (cornubianiti(1) e skarn(2)) nelle fratture delle quali, causa i fluidi rilasciati durante il raffreddamento , si depositarono i minerali metallici (Tamagnini, 2000).

Le località di ricerca

Le località di ricerca sono raggiungibili, venendo da Roma (fig.2), percorrendo l’autostradaA12 ed uscendo al casello Civitavecchia Nord. Subito dopo ci si immette sulla SPBraccianese-Claudia in direzione di Tolfa. Questa strada delimita il vasto bacino metallifero della Tolfa, infatti, la vecchia via delle miniere correva parallela ad essa a partire dal bivio di S.Lucia, pressoil Colle di Tramontana, fino oltre la località La Bianca.

Fig. 2. Mappa del territorio. Ridisegnata da Petronio , 2003. Sono segnati in rosso gli attuali confini dei comuni. Inverde è segnato il tracciato della Via Braccianese-Claudia, in blu la posizione dell’autostrada A12 Roma-Civitavecchia.
1 Monte Sant’Angelo, 2 La Trinità, 3 Monte delle Grazie, 4 Poggio della Stella, 5 Poggio Malinverno, 6 Croce di Bura, 7 Poggio Ombricolo, 8 Edificio del piombo, 9 Capocaccia, 10 Colle Tramontana, 11 Colle di Mezzo, 12 Monte Quarticciolo, 13 Cave vecchie, 14Monte la Tolfaccia, 15 Bagni di Stigliano, 16 La Farnesiana, 17 Ripa Maiale, 18 S. Marinella.

Seguendo questo senso di marcia dal Colle Tramontana alla Cibona, sempre sulla nostra destra si incontra per primo il sentiero che porta verso il Fosso Marangone, più avanti quello che porta verso La Roccaccia, poi quello che da Colle Prataccio porta all’Edificio del piombo e ancora oltre, quello che porta a Poggio Ombricolo. Ancora più avanti si raggiunge la località la Croce di Bura, l’Edificio del Ferro e località limitrofe.

Fig. 3. Una galleria ora allagata della miniera “La Trinità”, Allumiere. Foto E. Signoretti

Ciò che vogliamo raccontare attraverso queste note sono i risultati di una ricerca effettuata, nel corso degli anni, sul territorio tolfetano, nei luoghi più facilmente accessibili. Infatti molte zone, sebbene interessanti, sono troppo impervie per poter essere raggiunte girando da soli nei ritagli di tempo che un appassionato mineralogista riesce a ricavare dalla vita di tutti i giorni. Inoltre bisogna sottolineare che le vecchie miniere si trovano in zone ormai ricoperte dalla vegetazione e gli accessi alle gallerie sono molto pericolosi.

Le localitàda noi visitate con maggior frequenza sono: l’Edificio del ferro, la cava Tosti, La Bianca, La Pacifica, la miniera di Santa Barbara, Poggio Malinverno, e la cava di caolino di Allumiere. Un’ altra pratica di ricerca esercitata è quella fatta in alcune vecchie discariche, tra cui quella in prossimità della miniera della Trinità (fig.3) situata a pochi metri dall’antico e omonimo eremo.

Edificio del ferro

La località è raggiungibile seguendo la strada che da Tolfa porta a S. Severa.

Dopo circa un chilometro è necessario voltare a destra e, mantenendo sempre la destra, dopo 500 metri bisogna parcheggiare. Da lì è possibile vedere le costruzioni della vecchia società mineraria e, sulle pendici del monte, i forni che venivano utilizzati per la fusione. Nelle immediate adiacenze di questi ultimi sono state rinvenute numerose scorie di fusione.

Seguendo il canalone adiacente agli edifici per circa 200 metri si possono rinvenire blocchi mineralizzati contenenti: pirite, ematite, quarzo, epidoto, granato , ortoclasio.

Alcuni dei minerali delle scorie sono in corso di studio, altri più facilmente identificabili sono: calcite, gesso e lepidocrocite.

Cava Tosti

Fig. 4. Barite, Cava Tosti, Tolfa. Cristalli fino a mm 1,5.Coll. e foto L. Mattei

Percorrendo la SP Braccianese-Claudia che da Allumiere porta a Tolfa, all’altezza del nuovo campo sportivo di Allumiere, bisogna girare a destra e fermare la macchina circa trecento metri più avanti in prossimità di un viottolo a volte chiuso da un cancello.

Questa stradina porta alle cave ormai inattive da tempo.

La prima cava, quella più recente, è ben visibile in quanto presenta un fronte molto vasto ed è utilizzata per l’estrazione del materiale da costruzione. I minerali da noi qui rinvenuti sono: alunite, ematite granulare, barite (fig. 4) più altri minerali per i quali non è stata ancora possibile una identificazione .

A sinistra della cava si percorre un viottolo che porta alla vecchia e più famosa cava Tosti ormai nascosta dalla vegetazione.

Percorrendo questo sentiero ci accorgiamo che la zona intorno può essere interessante al fine della ricerca in quanto il sentiero inizia a diventare rosso per la quantità di cinabro presente (fig. 5).

I minerali qui rinvenuti sono gli stessi della cava precedente, oltre ad alcuni minerali, probabilmente solfuri (fig.6) tuttora in fase di studio.

 Fig. 5. Tracce di cinabro in uno sbancamento nelle vicinanze della cava Tosti, Tolfa. Foto L. Mattei

  Fig. 6.  Probabile enargite , cava Tosti,Tolfa. Gruppo di cristalli mm 0,8. Coll. e foto L. Mattei.

C’è da notare che in queste località molto assolate è frequente l’incontro di vari tipi di uccelli e rettili, tra cui la vipera, nonché di ricci (fig 7).

Fig. 6. Riccio. Foto L. Mattei

 

Miniera di Santa Barbara

Sempre percorrendo la Braccianese-Claudia, a circa metà strada tra Tolfa e Allumiere, c’è un cartello con l’indicazione “miniera Santa Barbara”. Per raggiungere la miniera è necessario risalire il pendio per circa 500 metri dove sono ancora visibili i vari pozzi di estrazione. La ricerca qui è piuttosto difficile e i ritrovamenti interessanti sono spesso casuali, in quanto la vegetazione molto rigogliosa ha ripreso possesso del territorio. Capita, infatti, che lo sfoltimento casuale del sottobosco, lavori di canalizzazione delle acque, piccoli incendi di macchie spinose, portino alla luce tracce di mineralizzazioni o di blocchi mineralizzati nascosti.

 Fig. 8. Alunite, miniera S. Barbara, Allumiere. Cristallo mm 1,5.Coll. e foto L. Mattei.

  Fig. 9.  Aggregato microcristallino di cinabro, miniera S. Barbara, Allumiere. Gruppo mm 0,5.Coll. e foto L. Mattei.

Il materiale rinvenuto in questa cava è in prevalenza alunite (fig. 8), ma in alcune quarziti si possono osservare cristallini di cinabro (fig.9), barite e di altri minerali dall’abito inconsueto tuttora oggetto di studio (figg. 10 e 11 ).

 Fig. 10. Minerale in fase di studio con cinabro, miniera S. Barbara, Allumiere. Cristallo mm 0,5.Coll. e foto L. Mattei.

  Fig. 11.  Minerale in fase di studio con cinabro, miniera S. Barbara, Allumiere. Cristallo mm 0,5.Coll. e foto L. Mattei.

 
La Pacifica

Fig. 12. Smithsonite, La Pacifica, Tolfa. Cristallo maggiore 1,5 mm. Coll. e foto L. Mattei.


Lungo la strada che da La Bianca porta a Tolfa c’è una località chiamata La Pacifica. Sulla sinistra è ben visibile la chiesa medioevale della Cibona.

Sul lato destro, durante gli scavi effettuati per la costruzione di una villa è affiorata una vena di quarzite riccamente mineralizzata in cui sono stati rinvenuti: quarzo, calcite, fluorite, barite, cerussite, smithsonite (fig 12), galena, azzurrite (fig. 13 e 14), malachite, rosasite, auricalcite (fig. 15), tetraedrite (fig, 16), crisocolla (fig.17).

Da sottolineare il ritrovamento di cristalli di azzurrite e smithsonite particolarmente belli.
  

 

 Fig. 13. Azzurrite, La Pacifica, Tolfa. Cristallo di 1 mm. Coll. e foto L. Mattei.

  Fig. 14.  Azzurrite, La Pacifica, Tolfa. Gruppo 2 mm. Coll. e foto L. Mattei.
 

 Fig. 15. Auricalcite, La Pacifica, Tolfa. Gruppo 2,5 mm. Coll. e foto L. Mattei.

  Fig. 16.  Tetraedrite con malachite, La Pacifica, Tolfa. Cristallo 0,5 mm. Coll. e foto L. Mattei.
  

Fig. 17. Crisocolla, La Pacifica, Tolfa. Gruppo 2,5 mm. Coll. e foto L. Mattei.

 

 

Croce di Bura

Percorrendo la strada che da Civitavecchia conduce ad Allumiere , circa cinquecento metri prima di raggiungere il centro abitato di Allumiere, sulla destra c’è l’incrocio che conduce alla località La Bianca e alla Tolfaccia. Durante i lavori di ampliamento dell’incrocio, inglobati nell’argilla, sono emersi dei blocchi calcarei mineralizzati contenenti in prevalenza pirite, marcasite, pirrotite, ematite e tetraedrite.

 

Poggio Malinverno

L’indicazione Poggio Malinverno è impropria in quanto la località di ricerca è situata circa 500 metri prima dell’indicazione stradale. Tale località è raggiungibile percorrendo la strada che dalla Bianca porta alla Tolfaccia.

Percorrendo questa strada dopo circa 2500 metri si trova un bivio sulla destra. In prossimità di questo è necessario parcheggiare. Nelle vicinanze sono ben visibili alcuni cartelli che indicano l’ubicazione della miniera, ora abbandonata. Nello spazio antistante le miniera sono tuttora presenti dei blocchi calcarei contenenti galena oggetto della coltivazione.

 Fig. 18. Anglesite, Poggio Malinverno, Allumiere. Cristallo di 1mm. Coll. e foto L. Mattei.

  Fig. 19.  Anglesite , Poggio Malinverno, Allumiere. Cristallo di 2 mm. Coll. e foto E. Signoretti.

I minerali rinvenuti in questi blocchi oltre la galena sono: blenda, quarzo, cerussite, fluorite, anglesite (figg. 18 e 19), piromorfite (fig.20) e rosasite (fig. 21).

 Fig. 20. Piromorfite, Poggio Malinverno, Allumiere. Cristallo maggiore 1mm. Coll. e foto L. Mattei.

  Fig. 21.  Rosasite , Poggio Malinverno, Allumiere. Sferule fino a 0,8 mm. Coll. e foto E. Signoretti.

Cava di Caolino di Allumiere

Fig. 22. Minerale in fase di studio, cava di caolino di Allumiere. Cristallo 1 mm. Coll. e foto L. Mattei.

Uscendo dall’abitato di Allumiere in direzione del cimitero, dopo aver percorso circa 500 metri,sulla destra c’è una strada bianca che inerpicandosi sul monte costeggia la cava. La ricerca in questa cava, abbandonata da molto tempo, non è stata molto fruttuosa in quanto le mineralizzazioni interessanti sono scarse. Dietro il fronte di cava sono ancora percorribili alcune gallerie oggetto, negli anni a ridosso dell’ultima guerra, di continue ricerche del “famoso tesoro dei Tedeschi”.

I minerali rinvenuti sono alunite, barite, cinabro e insoliti cristallini in fase di studio (fig. 22).

 

 

Note

  1. Le cornubianiti sono rocce derivate dal metamorfismo di contatto di sedimenti argillosi o argilloso-arenacei.

  2. Gli skarn sono rocce derivate da calcari sottoposti a metamorfismo di contatto ed ametasomatismo pneumatolitico (introduzione di sostanze in fase gassosa, provenienti dal magma).

 
 


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Parotto M., (1982) – Gli antichi vulcani del Lazio – in: I minerali del Lazio, Stoppani F.S. e Curti E., Ed. Olimpia – Firenze, 42-43

Petronio C., (2003) – Il vulcanismo plio-pleistocenico della Tolfa – in: Tolfa Terra di Preistoria, di Pascucci A., Tulpharum Onlus, Ass. Culturale, Storica e Archeologica, vol. 6, 22-23.

Tamagnini F., (1994) - I minerali dei monti della Tolfa - Il Cercapietre, notiziario del G.M.R. 21, 37-45.

Tamagnini F., (1995) - I minerali dei monti della Tolfa (II parte) - Il Cercapietre, notiziario del G.M.R. 22, 29-33.

Tamagnini F., (2000) - Evoluzione geologica del territorio, Guida ai minerali del Museo Civico Naturalistico Mineralogico “A. Klische de La Grange” di Allumiere - 10

 
 
 

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