Viene descritto il ritrovamento della stromeyerite, raro solfuro d’argento e rame (AgCuS), nella miniera di S. Giovanni, Iglesias (Ca). Il minerale, in piccole masse microcristalline associato a galena e sfalerite, è stato identificato mediante analisi diffrattometrica ai raggi X delle polveri.
Introduzione
La miniera di S. Giovanni, che si trova a poca distanza da Iglesias in provincia di Cagliari, ha fornito per molti anni stupendi ed interessanti campioni di minerali al mondo dei collezionisti. Tutti gli appassionati conoscono le splendide cristallizzazioni di calcite e aragonite e le mineralizzazioni a solfuri di piombo, zinco e argento, per non parlare dei numerosi prodotti di ossidazione derivati dall’alterazione di galena e sfalerite che sono stati rinvenuti tra i materiali oggetto della coltivazione.
Gli autori, in collaborazione con R. Gorga e M. Dessì, si occuparono nel 1999 (Fiori etal. 1999) di questa miniera e stilarono quella che allora era la lista aggiornata delle specie mineralogiche rinvenute, aggiungendo a quelle già citate in letteratura (Gramaccioliet al., 1996; Staraet al., 1996) un altro raro solfuro, la betekhtinite – Cu10(Fe,Pb)S6 – identificata l’anno precedente da S. Fiori (Fiori, 1998).
Oggi a quella lista si deve aggiungere la stromeyerite(AgCuS), rinvenuta quasi per caso nel corso di una analisi effettuata per curiosità su delle piccole masse informi individuate nella matrice calcareo-dolomitica di campioni raccolti nelle discariche della miniera alla fine degli anni ’90.
Il minerale
La stromeyerite è un raro solfuro di argento e rame rinvenuto per la prima volta a Zmyeinogorsk nei Monti Altai in Russia, analizzato dal professore di chimica F.Stromeyer (1776-1835) e riconosciuto specie valida nel 1832 (Palacheet al., 1944).
Fig. 1–Cristallo di stromeyerite, ridisegnato da Frueh, (1955).
Il minerale, di simmetria ortorombica,si presenta in masse compatte o raramente in cristalli prismatici pseudoesagonali di colore grigio acciaio scuro con lucentezza metallica e riflessi bluastri (fig.1).
La stromeyerite inoltre è stata ritrovata: associata a calcopirite a Dzerzinski e Pervomairsk negli Urali; con
bornite e calcopirite in Tasmania (Mount Lyell); in Cile a San Lorenzo nell’Aconcagua e a Copiapo e
Taracama nell’Atacama; con calcopirite e galena a Zacatecas in Messico; in Arizona nelle miniere Heintzelman e Silver
King in Pinal
County; nel Montana a Butte; nel Colorado nelle contee di Gilpin e Ouray; nel
Canada a Cobalt e
Gowganda nell’Ontario; nella Colombia Britannica nella miniera Silver King vicino Toad Mountain (Palache et al., 1944; Gramaccioli et< al., 1983). Il minerale è stato rinvenuto anche: in Argentina, nella Cordillera
Patagonica settentrionale (>Schalamuk, 1999); nel sud dell’Australia
nella Eyre
Peninsula nella miniera Iron
Monarch (Pring, 1998); in Cina nel deposito di Henan (Shuai Dequan et al., 1985); in Indonesia in West Java ( Warmada etal. 2003); in Africa nel sud-ovest della Namibia ( Alchin e Moore, 2005).
In Europa, ad eccezione delle località russe, è stato segnalato: in Slesia a Rudelstat e a Kupferberg (Palacheet al., 1944); in Bulgaria (Stoinov e Atanasov, 1968) e in Svizzera nella Mürtschenalp, come microinclusioni nella bornite (Gramaccioli, 1975). Dalle nostre ricerche bibliografiche risulta che questa è, probabilmente, la prima segnalazione del minerale per una località italiana.
Le analisi
I campioni raccolti nella discarica della miniera di S, Giovanni erano costituiti da rare masserelle millimetriche informi con lucentezza metallica grigie scuro disposte sulla matrice calcareo-dolomitica. Le masserelle risultavano costituite da aggregati microcristallini nei quali solo alcuni individui presentavano un aspetto allungato anche se non era possibile osservare un abito cristallino vero e proprio.
Data l’esiguità del materiale sono stati raccolti diversi granuli per costituire la quantità minima necessaria ad effettuare una analisi diffrattometrica ai raggi X delle polveri.
Le analisi sono state condotte presso il Dipartimento di Scienze della Terra della Università di Roma “La Sapienza” con un diffrattometro Seifert MZ4, con radiazione Cu Kα, filtro nichel, 40kV, 20mA, nell’intervallo 2θ = 5°-65°, con passo di scansione 0,02° 2θ e tempo di conteggio 4 sec.
La lettura del diffrattogramma ha consentito di verificare che il materiale sottoposto ad analisi era costituito in ordine decrescente di abbondanza da: stromeyerite (le particelle più allungate?), galena, sfalerite.
Tab. 1. Raffronto tra i parametri di cellacalcolati per la stromeyerite di S. Giovanni e quelli della stromeyerite della scheda JCPDS 44-1436.
Stromeyerite di S. Giovanni
Stromeyerite scheda JCPDS 44-1436
a (Ǻ)
4,0583
4,0646 (3)
b (Ǻ)
6,6264
6,6312 (5)
c (Ǻ)
7,9706
7,9766 (7)
V (Ǻ3)
214,3488
214,99
I dati ottenuti sono stati raffinati con un adattamento per PC del programma di Appleman ed Evans (1973) basato sul metodo dei minimi quadrati e i valori dei parametri di cella ottenuti sono stati confrontati con quelli della scheda JCPDS (Joint Committee on Powder Diffraction Standards) 44-1436 con i quali sono in buon accordo (Tab. 1)
Ringraziamenti
Gli autori ringraziano il Dipartimento di Scienze della Terra della Università di Roma “La Sapienza” per aver concesso l’uso delle strumentazioni per le analisi
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
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