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LA COLLEZIONE MINERALOGICA DEL MUSEO DI STORIA NATURALE  DI PRAGA

di
Vincenzo Nasti

 

  

       Un palazzo di stile neo-rinascimentale, situato alla estremità nord della immensa piazza Venceslao (750 m x 60 m), ospita il Museo di Storia Naturale, una delle cinque parti del Museo Nazionale della Repubblica Ceca, collocate in altrettanti luoghi di Praga. Le altre parti sono il Museo Storico, il Museo del Libro, il Museo della Musica e il Museo Etnografico delle culture di Asia, Africa e America. Il Museo di Storia Naturale progettato da Josef Schulz, completato nel 1890, vanta importanti collezioni di mineralogia, archeologia, antropologia, storia naturale e numismatica.

Fig. 1 – Scala dei concerti. Foto V. Nasti.

       La collezione mineralogica e petrografica è situata in diverse sale situate intorno ad una meravigliosa scala che periodicamente costituisce la platea di concerti coristici sfruttando la perfetta acustica della originale “sala concerto”.

     Il dipartimento di mineralogia e di petrografia fu fondato nel 1818 dal conte Kaspar Maria von Sternberg. La sua collezione di minerali divenne la parte iniziale e più importante della dotazione del Museo. Grazie alle numerose donazioni il Museo crebbe rapidamente anche perché i membri della nobiltà ceca considerarono doveroso seguire l’esempio del suo fondatore. Tali collezioni furono sistemate organicamente dal primo curatore del Museo Franz Zippe e messe a disposizione del pubblico nel 1824 nel palazzo Sternberg a Hradcany. Nel 1891 le collezioni furono trasferite nel palazzo di Piazza Venceslao e il 28 settembre 1892 furono ufficialmente aperte ai visitatori. Un anno più tardi fu completata la collezione con quella delle pietre preziose e quella dei marmi e infine nel 1904 fu sistemata la collezione di meteoriti.

       Nei primi 80 anni della sua esistenza le collezioni si ampliano rapidamente per le numerose donazioni e per gli scambi con collezionisti stranieri.

       Oggi con i suoi 200.000 esemplari rappresenta la più ampia e la più importante collezione d’Europa.

       La collezione mineralogica, costituita originariamente da 8.500 campioni, registra oggi quasi 100.000 pezzi.

       La collezione di minerali comprende circa 2100 tra specie e varietà provenienti dalla Repubblica Ceca e da altre parti del mondo. Alcuni minerali rari sono rappresentati da qualche esemplare mentre quelli più comuni sono presenti anche con centinaia di esemplari della medesima specie. Il 75% dei campioni sono costituiti da silicati, ossidi, fosfati e solfati. Anche la grandezza dei campioni varia sensibilmente: dalle particelle microscopiche delle sezioni sottili e dai cristalli di qualche centimetro di minerale proveniente da depositi alluvionali (piropo, zircone, spinello, oro), fino alle grandi druse di quarzo, calcite, fluorite, aragonite e ai cristalli di galena di oltre dieci centimetri.

Fig. 2 – Sala Collezione sistematica. Foto V. Nasti.

       Solo una parte della collezione è esposta al pubblico e soltanto nel palazzo principale, quello di piazza Venceslao, del Museo Nazionale. I campioni esposti rappresentano il meglio della mineralogia ceca e del resto del mondo e i campioni sono veramente unici per forma, colore, misura e aspetto estetico, Questo consente di poter riconoscere al Museo un altissimo valore storico e scientifico.

       I campioni sono posti in espositori a tetto senza illuminazione interna e in box di vetro a forma cubica di notevole grandezza posti nelle vicinanze di grandi finestre che danno un illuminazione di effetto.

       Tale tipo di espositori furono posti in essere tra il 1891 e il 1909 e furono il frutto della collaborazione di Karel Vrba e di Josef Schulz, rispettivamente arredatore del museo e architetto dell’edificio.

       La collezione sistematica comprende quasi tutte le specie conosciute e provenienti da tutto il mondo ma solo i campioni più belli sono esposti. L’organizzazione della esposizione segue il sistema di classificazione di Hugo Strunz basato sulla composizione chimica dagli elementi nativi ai silicati e alle sostanze organiche.

       Tra gli elementi nativi spiccano campioni di oro nella forma arborescente proveniente da Rosia Montana in Romania e campioni con cristallizzazione ottaedrica fino a 1 cm provenienti dai depositi alluvionali di Berezovsk negli Urali. Inoltre sono esposte pepite di platino provenienti da Nizni Taghil (Urali).

       Eccezionali dal punto di vista cristallografico sono le tetraedritidi Botes (Romania) con cristalli di oltre 2 cm. Tra i solfuri di straordinaria qualità è esposta una proustite di cm 4 x 2 proveniente da Chanarcillo in Cile.

Fig. 3 – Calcite, cristalli di 25 cm. Foto V. Nasti.

Fig. 4 – Marmo Rosso di Verona. Foto V. Nasti.

       Ora invece ci inoltriamo in una lettura storica del Museo e dei personaggi che in qualche modo interessano il Gruppo Mineralogico Romano.

      Un collegamento tra il Museo Nazionale di Praga e il Museo Mineralogico del Collegio Nazareno di Roma, del quale il GMR è il curatore, è nella vita e nella intelligenza di Giuseppe II d’Asburgo (1741-1790) imperatore d’Austria dal 1765, affiancato al trono dalla madre Maria Teresa fino al 1780.

       Giuseppe II, in occasione di una sua visita a Roma (primavera del 1769) nella quale aveva avuto l'opportunità (il 24 marzo Venerdì Santo) di vedere e apprezzare la raccolta mineralogica di Padre Gian Vincenzo Petrini (che ha rappresentato il primo nucleo del futuro Museo del Collegio), decise di donare al Gabinetto di Mineralogia del Collegio un'ampia raccolta di campioni provenienti dai numerosi giacimenti minerari dei territori del suo Impero(1) .

Fig. 5 – Particolare di un campione, blenda su quarzo proveniente da Kapnich in Transilvania, dono di Giuseppe II al Collegio Nazareno di Roma.  Foto A. Mussino.

       Giuseppe II, accompagnato dal fratello Leopoldo arciduca di Toscana, giunge a Roma il 15 marzo 1769 e per due settimane tiene fitti colloqui nientemeno che con i cardinali che partecipano al conclave, apertosi il 15 febbraio.

      Il preciso obiettivo dell’Imperatore, condiviso anche dalla madre Maria Teresa, è di fare eleggere un papa che riesca a fare quello che Clemente XIII non aveva avuto intenzione di fare nonostante le promesse: lo scioglimento della Compagnia di Gesù.

       Il 19 maggio 1769 viene eletto papa Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli che prende il nome di Clemente XIV, che però solo nel giugno del 1773 fa pubblicare il documento di soppressione della Compagnia, un anno prima di morire, vinto da sconvolgente depressione psichica.

       Un altro evento che deve essere considerato è la decisione di Giuseppe II di riconoscere, nel 1784, i diritti sociali e politici agli ebrei e di unificare i corpi sparsi di Praga in un unico centro che consentì, da quel momento, uno forte sviluppo della economia della città. Oggi il quartiere ebraico di Praga si chiama Josefov in onore di questa politica di tolleranza che, muovendosi verso l’affermazione di uno stato non confessionale, mirava ad assicurare alla monarchia la fedeltà dei sudditi non cattolici.

      Si sviluppò subito dopo una politica tendente a rivalutare tutta la città che portò alla costruzione di storici edifici tra i quali il palazzo Sternberg a Hradcany, che dal 1824 ospitò la originaria raccolta di minerali e quello costruito nel 1891, nel periodo culminante del movimento di rinascita nazionale ceca, e che oggi è sede del Museo Nazionale a Piazza Venceslao.

      L’invito che vuole partire da queste poche righe è quello di andare a visitare il Museo Nazionale di Praga e la sua collezione mineralogica e petrografica con la certezza di vedere esposti campioni di minerali italiani e la speranza di riuscire a intravedere, magari in qualche campione del Vulcano Laziale, un esemplare studiato nel Gabinetto di Mineralogia del Collegio Nazareno da Padre Petrini e da questi donato, in quella straordinaria primavera romana del 1769, all’appassionato collezionista Giuseppe II e respirare così il profumo della storia.       

 Nota

  1. In molti campioni di minerali, conservati nel Museo del Collegio Nazareno, è ancora visibile l’etichetta originale che testimonia la donazione di Giuseppe II (Fig. 5).
 
 




RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI EWEB-SITE

AA.VV, (2000), Natural History Museum, Narodni Muzeum, Praga, 82 pp.

Kourimsky J., Tvrz F., (1979), Enciclopedia illustrata dei Minerali, Edizioni Accademia, 352 pp..

Wendell E. Wilson, (1994), The History of Mineral Collecting 1530-1799, Mineralogical Record, vol. 25, N.6, Nov-Dic 1994,
Tucson, 264 pp.

http://www.nm.cz


 
 
 
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