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Zircone con annite e apatite in una pegmatite dal Ghiacciaio de La Lex Blanche
Pierluigi Ambrino, Antonello A. Barresi,
Nel Massiccio del Monte Bianco lo zircone si rinviene normalmente in cristallini millimetrici o, più spesso, submillimetrici, nelle microcavità del “granito-protogino”, con le caratteristiche illustrate in precedenza. In questa nota si vuole segnalare il ritrovamento sul ghiacciaio de La Lex Blanche, in una paragenesi inconsueta non ancora descritta, di campioni pregevoli per il Monte Bianco.
I minerali di questa zona sono stati brevemente descritti da Ghisolfi (1974) che segnala albite, anatasio viola-nero o verde-blu, brookite, ematite (e ilmenite ?), pirite, quarzo, rutilo nero e, molto raramente e in piccolissimi cristalli, adularia, magnetite, stilbite, heulandite e amianto.
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Zircone roseo di 0,4 mm e pacchetto di lamelle di annite di 4 mm su pegmatite; Ghiacciaio de La Lex Blanche; coll. P. Ambrino, foto E. Bonacina |
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Il ritrovamento in questione è avvenuto da parte di uno degli autori (P.A.) nell’agosto del 1995 sulla morena destra del ghiacciaio Lex Blanche, Vallone di Lex Blanche a monte del lago di Combal in Val Veny, Courmayeur, Valle d’Aosta, più precisamente ad una quota di circa 2.250 m s.l.m., negli sfasciumi della parete Est dell’Aiguille d’Estellette, raggiungibile con una traccia di sentiero dal rifugio Elisabetta e ad una quota inferiore di un centinaio di metri rispetto a quella di un più noto affioramento di anatasi azzurri. Nella parte bassa della stessa morena sono stati rinvenuti monazite rosa, brookite arancione, anatasio blu, con quarzi ialini di alcuni centimetri.
Nell’occasione è stato rinvenuto un unico masso del peso di una quarantina di chili (per cui si può quindi escludere il trasporto accidentale nello zaino da parte di collezionisti) che presentava un aspetto nettamente pegmatitico, insolito per la località: era infatti costituito da una pasta di feldspato chiaro, mica verde scuro con riflessi bronzei e quarzo subordinato e presentava una struttura compatta, senza alcuna cavità.
Sono stati raccolti alcuni campioni ricchi in mica, sia in masse sia in pacchi di cristalli fogliacei pseudoesagonali con dimensioni anche centimetriche. Solo dopo pulizia dei campioni si sono potuti osservare in paragenesi cristalli millimetrici di zirconi viola con lucentezza adamantina inclusi sia nella mica sia nel feldspato e cristalli prismatici esagonali vitrei opachi, con gli spigoli smussati e generalmente non terminati, nella stessa giacitura.
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Panorama della zona di ritrovamento sul Ghiacciaio de La Lex Blanche; foto P. Ambrino . |
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I cristalli di zircone, pur sempre piccoli, sono però generalmente di dimensioni maggiori di quelli normalmente rinvenibili nella zona del Monte Bianco, sono molto nitidi e risaltano sulla matrice bianca, con un pregevole effetto cromatico; la morfologia è quella più comune, prisma tetragonale terminato da piramide.
Solo recentemente è stato effettuato uno studio analitico mediante EDS dei minerali che accompagnano lo zircone, nell’ambito di uno studio sistematico in corso dei minerali del Monte Bianco italiano.
I cristalli prismatici bianchi sono risultati essere di “apatite”; ulteriori analisi saranno necessarie per verificare se si tratta anche in questo caso di fluorapatite, come per l’apatite tabulare analizzata da Bianchi e Cavinato (1925) proveniente dal Miage, che però aveva giacitura e morfologia molto differenti.
La mica, attribuibile a “biotite” in base ai caratteri macroscopici, è invece classificabile come annite magnesio-titanifera.
E’ stato osservato che spesso il colore della mica è variabile dal centro alla periferia e che il bordo delle lamelle e’ di un colore verdastro più chiaro: una analisi preliminare suggerisce che la mica possa essersi parzialmente trasformata in clinocloro ferrifero.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Bianchi A. e Cavinato M., (1925), I minerali del Miage (M. Bianco-versante Italiano), Atti Soc. It. Sc. Nat. Museo Civ. St. Nat. Milano, 64, 132-174.
Ghisolfi G., (1974), Località mineralogiche consigliate. Val Veny (Aosta), Notizie G.M.L., Anno V, Nr. 4, 82-84.
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