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I MINERALI DEL GRUPPO DELLA CANCRINITE

di
Fabio Bellatreccia
Giancarlo Della Ventura

 

Introduzione

           I minerali del gruppo della cancrinite sono feldspatoidi appartenenti alla sottoclasse dei tettosilicati(1). Conosciuti sin dai primi dell'ottocento, questi minerali sono stati oggetto di studio da parte di numerosi ricercatori (Parodi, 1982; Merlino, 1984; Ballirano, 1994; Parodi et al. , 1996; Bonaccorsi e Merlino, 2005).

           La storia delle cancriniti inizia già nei primi dell'ottocento, anche se in quel periodo essa risulta alquanto controversa e confusa a causa dei limitati mezzi tecnici a disposizione degli studiosi di allora. Sino ad oggi sono state descritte ben diciassette specie diverse (tabella 1).

Tabella 1  -  Le cancriniti sino ad oggi conosciute: località tipo, autori e data della prima descrizione.

Specie

Località tipo

Bibliografia

Davyna

Monte Somma, Napoli, Campania

Monticelli e Covelli, 1825

Cancrinite

Monti Ilmen, Miass, Urali, Russia

Rose, 1839

Microsommite

Monte Somma, Napoli, Campania

Scacchi, 1872

Vishnevite

Monti Vishnevy, Urali, Russia

Belyankin, 1931

Afghanite

Sar-e-Sang, Badakhshan , Afghanistan

Bariand et al., 1968

Franzinite

Case Collina, Pitigliano, Grosseto, Toscana

Merlino e Orlandi, 1977a

Liottite

Case Collina, Pitigliano, Grosseto, Toscana

Merlino e Orlandi, 1977b

Sacrofanite

Valle Biachella, Sacrofano, Roma, Lazio

Burragato et al. , 1980

Giuseppettite

Valle Biachella, Sacrofano, Roma, Lazio

Mazzi e Tadini, 1981

Cancrisilite

Monti Alluaiv, Lovozero, Penisola di Kola, Russia

Khomyakov et al. , 1991

Pitiglianoite

Case Collina, Pitigliano, Grosseto, Toscana

Merlino et al. , 1991

Bystrite

Malo-Bystrinskoye, Sludyanka, Siberia Occidentale, Russia

Sapozhnikov et al. , 1991

Hydroxycancrinite

Monte Karnasurt, Penisola di Kola, Russia

Khomyakov et al. , 1992

Tounkite

Malo-Bystrinskoye, Siberia Occidentale, Russia

Ivanov et al. , 1992

Quadridavyna

Ottaviano, Monte Somma, Napoli

Bonaccorsi et al. , 1994

Marinellite

Valle Biachella, Sacrofano, Roma, Lazio

Bonaccorsi e Orlandi, 2003

Farneseite

Farnese, Viterbo, Lazio

Cámara et al. , 2005

           La prima ad essere descritta fu la davyna nel 1825 e successivamente, sempre nell'800, la cancrinite e la microsommite. La vishnevite viene descritta nella prima metà del secolo scorso, mentre la maggior parte delle specie attualmente conosciute: afghanite, franzinite, liottite, sacrofanite, giuseppettite, cancrisilite, pitiglianoite, bystrite, hydroxycancrinite, tounkite e quadridavyna, vengono descritte nella seconda metà del 900. Infine, dal 2000 sono state descritte la marinellite e la farneseite, e sono state risolte le strutture di tounkite e sacrofanite (Rozenberg et al. , 2004; Ballirano e Bonaccorsi, 2005)

           Tra tutte le cancriniti sino ad oggi conosciute, dieci sono tipiche della Provincia Comagmatica Romana(2) e tra queste ben sei sono tipiche del Lazio; inoltre, anche cancrinite, vishnevite ed afghanite, sono state osservate nei prodotti vulcanici di questa regione. Alla luce di questi fatti si può affermare tranquillamente che le cancriniti sono tra i minerali più caratteristici e rappresentativi della mineralogia dei prodotti vulcanici dell'Italia centro-meridionale.

La cristallochimica delle cancriniti

           Secondo le attuali classificazioni mineralogiche, le cancriniti sono state raccolte in un gruppo distinto da quello della sodalite (Strunz e Nickel, 2001; Mandarino e Back, 2004); tuttavia, tra questi minerali esistono delle relazioni cristallochimiche così strette che si possono considerare come membri di un unico grande gruppo. Ciò che accomuna cancriniti e sodaliti è il loro motivo strutturale di base costituito da anelli di sei tetraedri centrati da silicio (Si) ed alluminio (Al) (raramente berillio e/o fosforo), di composizione (Si3Al3O12)3- (figura 1).

Figura 1. Anello tetraedrico (Si3Al3O12)3- : l'unità strutturale di base dei minerali del gruppo cancrinite-sodalite. I tetraedri rossi sono centrati da Si e quelli blu da Al. L'anello non deformato ha simmetria esagonale (a), altrimenti diventa trigonale (b).

          Un'altra caratteristica peculiare di questi minerali è la distribuzione ordinata di Si ed Al che occupano alternativamente tetraedri contigui; a causa di questo ordinamento, il rapporto Si/Al nelle cancriniti e nelle sodaliti è pari ad uno(3).

           Gli anelli di tetraedri si uniscono formando degli strati che a loro volta si impilano gli uni sugli altri secondo la direzione [001] (figura 2).

Figura 2. L'impalcatura delle cancriniti a sequenza ABAB…; dato che in questi minerali ci sono due anelli tetraedrici per cella unitaria, l'impalcatura ha composizione (Si6Al6O24)6-. Sono anche indicati gabbie e canali.

           In particolare, data la simmetria esagonale degli anelli, questi strati possono impilarsi in tre modi differenti: indicando con A la posizione di un anello del primo strato, quelli del secondo strato possono trovarsi alternativamente nella posizione B o C (figura 3).

Figura 3. Le tre posizioni A, B e C degli anelli tetraedrici (Si3Al3O12)3- nella cella elementare delle cancriniti.

           In questo modo si sviluppano numerose sequenze di strati, rappresentabili con le lettere A, B e C, che costituiscono le strutture di cancriniti e sodaliti. Si avranno quindi le sequenze di tipo ABAB…(esagonali), delle serie cancrinite-vishnevite e davyna, microsommite e quadridavyna, le sequenze di tipo ABCABC…(cubiche), dei minerali del gruppo della sodalite, ed infine le sequenze complesse (esagonali e trigonali), tipiche degli altri minerali del gruppo della cancrinite(4).

           Quanto sin qui abbiamo descritto rappresenta l'impalcatura tridimensionale composta esclusivamente da Si, Al ed ossigeno, comune a tutti i termini del gruppo; tuttavia, i vari membri del gruppo contengono anche degli ioni extra-impalcatura, ovvero ioni che non fanno parte dell' impalcatura e che sono rappresentati essenzialmente sia da cationi (Na+, K+, Ca2+), sia da un'ampia varietà di anioni (SO42- , CO32- , OH-, Cl-) e molecole neutre come H2O e CO2.

           Questi ioni extra-impalcatura sono contenuti nelle cavità che si formano dall'unione di un anello di uno strato con tre anelli dello strato superiore e tre di quello inferiore. Queste cavità possono essere dei veri e propri canali oppure, quando sono presenti delle strozzature, diventano delle gabbie che assumono forme differenti in funzione delle diverse sequenze di impilamento (figura 4).

Figura 4. Gabbie strutturali dei minerali del gruppo cancrinite-sodalite. Il losod è una fase sintetica isostrutturale alla bystrite. La gabbia cancrinitica può contenere H2O e Na oppure Cl e Ca; la gabbia sodalitica può contenere uno tra SO4, Cl o H2O più Na, e Ca. La gabbia losod contiene 2 gruppi SO4, quella liottitica 3 e quella giuseppettitica 4 gruppi SO4; in tutte sono contenuti anche Na, Ca e K.

    

 Fasi con sequenza d'impilamento ABAB…

           Sino ad oggi sono conosciute nove fasi naturali con una sequenza d'impilamento ABAB… (tabella 2);

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tutte quante, ad eccezione della tiptopite, hanno un parametro di cella c che si aggira intorno ad un valore di circa 5,2 Å. La struttura ha simmetria esagonale ed è caratterizzata dalla presenza di canali a sezione dodecagonale che si allungano parallelamente a [001] e da colonne di gabbie tipo cancrinite (figura 4). Nella tabella 3 sono indicati, per le diverse fasi, gli anioni prevalenti, il numero di gabbie per cella elementare ed il contenuto anionico di ogni singola gabbia.

Tabella 3 - Gruppi anionici dominanti e loro distribuzione in gabbie e canali delle cancriniti. In grassetto è indicato il numero di gabbie per cella unitaria della singola fase; in corsivo è indicato il numero di anioni contenuti in una singola gabbia.

Gabbie

Strati

Anione

Canale

Cancrinite

Sodalite

Losod

Liottite

Giuseppettite

Cancrinite

2

CO3

1xCO3

2x1xH2O

       

Vishnevite

2

SO4

1xSO4

2x1xH2O

       

Hydroxycancrinite

2

OH

2xOH

2x1xH2O

       

Pitiglianoite

2

SO4

1xSO4

2x1xH2O

       

Davyna

2

Cl/SO4

1x(SO4,Cl)

2x1xCl

       

Microsommite

2

Cl/SO4

1xSO4

2x1xCl

       

Quadridavyna

2

Cl

1xCl

2x1xCl

       

Sodalite

3

Cl

   

2x1xCl

     

Haüyna

3

Cl/SO4

   

2x1x(SO4,Cl)

     

Noseana

3

SO4

   

2x1x(SO4,H2O)

     

Lazurite

3

Cl/S/SO4

   

2x1x(SO4,Cl,S)

     

Bystrite

4

S

 

2x1xH2O

 

2x2xS

   

Liottite

6

Cl/SO4

 

4x1xCl

 

1x2xSO4

1x3xSO4

 

Afghanite

8

Cl/SO4

 

6x1xCl

   

2x3xSO4

 

Franzinite

10

SO4

 

2x1xH2O

6x1xSO4

2x2xSO4

   

Tounkite

12

Cl/SO4

 

8x1xCl

 

2x2xSO4

2x3xSO4

 

Marinellite

12

Cl/SO4

 

6x1xH2O

2x1x(SO4,Cl)

 

2x3xSO4

 

Farneseite

14

SO4

 

6x1xH2O

6x1xSO4

 

2x3xSO4

 

Giuseppettite

16

Cl/SO4

 

10x1xH2O

2x1x(SO4,Cl)

   

2x4xSO4

Sacrofanite

28

Cl/SO4

 

10x1x(H2O,Cl)

12x1xSO4

4x2xSO4

2x3xSO4

 

           Il contenuto di ioni extra-impalcatura nei canali può essere alquanto variabile, mentre le gabbie, che hanno un volume inferiore rispetto ai canali, possono contenere solamente molecole di H2O legate a cationi Na+ , oppure anioni Na+ legati a cationi Ca2+.

           In base a questa osservazione, i minerali con sequenza ABAB… si dividono nelle due serie della cancrinite-vishnevite, in cui le gabbie sono occupate da H2O e Na+ e davyna-microsommite-quadridavyna, in cui le gabbie sono occupate da Cl- e Ca2+.

           Nei minerali della serie cancrinite-vishnevite i canali contengono Na+, K+, e Ca2+ fra i cationi e CO32- (cancrinite), OH- (hydroxycancrinite) e SO42- (vishnevite, pitiglianoite) fra gli anioni. È interessante osservare che la pitiglianoite è analoga alla vishnevite, ma il contenuto in K è tale che il rapporto (Na+Ca)/K è prossimo all'unità, e ciò favorisce l'ordinamento a lungo raggio degli ioni extra-impalcatura , che determina lo sviluppo di una supercella con parametro

apitiglianoite =3avishnevite

           Davyna, microsommite e quadridavyna differiscono essenzialmente per il contenuto di anioni nei canali; in particolare nella microsommite prevale il gruppo SO42- , nella quadridavyna prevale il Cl-, mentre la davyna può essere considerata come il termine intermedio che può contenere anche apprezzabili quantità di CO32-. Nella microsommite e nella quadridavyna si verificano fenomeni di ordinamento degli ioni extra-impalcatura che danno luogo a supercelle come nel caso della pitiglianoite.

Fasi con sequenza d'impilamento ABC…

           Dei dieci minerali che hanno questo tipo di struttura, descriveremo brevemente solo quelli composizionalmente analoghi ai precedenti e che si ritrovano con più frequenza nella nostra regione, ovvero: sodalite, haüyna, noseana e lazurite (tabella 1). La struttura, questa volta di simmetria cubica, è caratterizzata dalla presenza di canali che corrono lungo la direzione [111] e da gabbie sodalitiche cubo-ottaedriche (figura 4).

           Nella sodalite le gabbie contengono Na+ e Na+ , mentre nella noseana Na+ e SO42- . Haüyna e lazurite possono essere considerati dei termini intermedi della serie sodalite-noseana, poiché le gabbie possono contenere Na+ , Ca2+ e K+ tra i cationi e SO42- , Cl- e S3- o S2- tra gli anioni(5) (tabella 3).

Fasi con sequenze d'impilamento complesse

           Sino ad oggi sono stati identificati 9 minerali con strutture a sequenze complesse; in particolare si conoscono strutture a 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 28 strati (tabella 2). Se si escludono marinellite e tounkite, che sono formate dallo stesso numero di strati (12) impilati però con sequenze diverse, esiste una sola fase per ogni numero di strati.

           Il carattere politipico delle cancriniti è messo bene in evidenza dal parametro di cella c di questi minerali; infatti, considerando lo spessore di una coppia di strati AB pari a 5,2 Å, i parametri c delle fasi a sequenza complessa saranno pari a circa 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 14 volte questo valore (tabella 2).

           Queste cancriniti hanno simmetria esagonale e/o trigonale ed i canali strutturali scompaiono lasciando il posto a gabbie via via più voluminose e di forma complessa, impilate secondo la direzione [001] (figure 4 e 5).

Figura 5. Rappresentazione schematica delle sequenze di gabbie nelle cancriniti a sequenze complesse.

           Chimicamente queste fasi sono caratterizzate dal contenuto di anioni extra-impalcatura , che ad eccezione della bystrite in cui l'anione prevalente è l'anione S2- , sono rappresentati da SO42- , Cl- e H2O. (tabella 3); infatti, risulta che la cristallochimica di questi minerali è condizionata dal rapporto SO42- /(H2O+Cl-) (Bonaccorsi e Merlino, 2004).

           Poiché le gabbie cancrinitiche possono contenere soltanto H2O/Na+ oppure Cl-/Ca2+, il K ed i gruppi SO42- (CO32- quando è presente) occupano le gabbie più voluminose. In particolare, le gabbie tipo sodalite, losod, quella liottitica e giuseppettitica possono contenere rispettivamente 1, 2, 3 e 4 gruppi SO42- .

           Nella liottite, nell'afghanite e nella tounkite le gabbie cancrinitiche sono occupate prevalentemente da Cl-, mentre in tutte le altre specie questo tipo di gabbie è occupato principalmente da H2O. Inoltre, dalla franzinite in poi sono presenti delle gabbie sodalitiche che ospitano SO42- e Cl- (tabella 3).

Conclusioni

           Cancriniti e sodaliti sono minerali particolarmente importanti non solo per il loro indubbio interesse scientifico, ma anche per il loro grande potenziale tecnologico. Infatti, questi minerali fanno parte della classe dei materiali microporosi(6), i quali, in funzione della loro proprietà di assorbire e bloccare all'interno dei pori numerosi tipi di composti chimici diversi, trovano innumerevoli applicazioni in campo tecnologico: dal raffinamento del petrolio, alla depurazione delle acque, dall'agricoltura, all'industria alimentare.

           Per tale ragione questi minerali vengono studiati in così grande dettaglio eppure, come dimostrano le recenti scoperte, ancora molto c'è da fare. In questo contesto occorre sottolineare l'importanza dei “mineralogisti dilettanti”, ovvero di chi fa mineralogia per diletto, il cui lavoro in campagna ed il cui continuo apporto di nuovo materiale da studiare permettono ai mineralogisti professionisti di portare avanti lo studio di minerali così importanti ed interessanti.

Note

  1. La classe dei silicati raggruppa il maggior numero delle specie mineralogiche note. L'unità strutturale fondamentale di tutti i silicati è costituita dal tetraedro (SiO4)4- in cui l' atomo di silicio è al centro ed i quattro atomi di ossigeno sono ai vertici. Secondo il modo in cui sono uniti i tetraedri e dalla loro diversa disposizione spaziale hanno origine le seguenti sottoclassi: nesosilicati (tetraedri isolati), sorosilicati (gruppi finiti di due o più tetraedri), ciclosilicati (anelli isolati), inosilicati (catene infinite), fillosilicati (strati infiniti), tettosilicati (impalcatura tridimensionale di tetraedri). Il quarzo è costituito da una impalcatura tridimensionale di tetraedri centrati esclusivamente dal silicio e può essere considerato l'archetipo dei tettosilicati. Le strutture dei feldspatoidi possono essere derivate da quella del quarzo per sostituzione di un Al3+ ogni due tetraedri (SiO4)4- ; si formano così dei tetraedri (AlO4)5- e l'eccesso di cariche negative viene compensato dall'ingresso di cationi diversi (Na+, K+, Ca2+, ecc.), negli interstizi dell'impalcatura allumino-silicatica.
  2. Con il termine Provincia Comagmatica Romana (Washington, 1906), ci si riferisce all’insieme degli apparati vulcanici dell’Italia centro-meridionale caratterizzati da prodotti vulcanici ricchi di potassio e poveri di silice. Di questa provincia fanno parte i complessi vulcanici: Monte Vulture, Somma-Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia, Roccamonfina, Isole Pontine, Vulcano Laziale, Monti Sabatini, Vulcano di Vico, Monti Vulsini.
  3. Il rapporto Si/Al è diverso dall’unità nella cancrisilite e nei termini non allumino-silicatici.
  4. I materiali che hanno composizioni chimiche identiche o molto simili, ma strutture cristalline differenti, si definiscono polimorfi; ad esempio gli ossidi di titanio rutilo, anatasio e brookite. Un tipo particolare di polimorfismo, la politipia, si ha quando le differenti strutture di un composto polimorfo sono il risultato delle diverse sequenze d’impilamento di strati identici. Tra i minerali che presentono questo fenomeno possiamo citare i fillosilicati (miche e argille) e…le cancriniti.
  5. Alcuni studi (Hogarth e Griffin, 1976; Kiefert e Hänni, 2000; Ostroumov et al. , 2002) indicano che nella lazurite, ed in misura minore nell'haüyna, sono presenti anche radicali come S3-, S2- e SSO- , i quali sembrano essere i responsabili del bel colore blu di questi minerali.
  6. I materiali con strutture a gabbie e canali vengono definiti materiali porosi; questi sono a loro volta distinti in: microporosi con pori di dimensioni inferiori ai 20 Å; mesoporosi con dimensioni dei pori tra 20 e 500 Å; macroporosi con dimensioni dei pori superiori a 500 Å (1 Ångstrom = 1.0 × 10-10 metri).
 
 




BIBLIOGRAFIA

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