Inizialmente questa nota era stata concepita come un messaggio ai Soci del Gruppo Mineralogico Romano e agli appassionati di mineralogia laziale.
Doveva essere un forte invito a continuare la ricerca mineralogica e a diffondere, in coloro che si avvicinano per la prima volta almondo dei minerali, l’interesse per i prodotti vulcanici del Lazio. Mentre cercavo, senza riuscirvi, di mettere in ordine parole e concetti per esprimere tale messaggio, mi sono reso conto che il discorso doveva essere un altro, o almeno doveva essere anche un altro.
Il Gruppo Mineralogico Romano, in oltre trenta anni di vita, ha annoverato tra i propri soci centinaia di ricercatori veri, quelli che, mazzetta e zaino in spalla, tolgono tempo alla famiglia per tentare settimanalmente il ritrovamento della propria vita.
Ebbene, questo obiettivo è stato raggiunto da molti soci e ciò deve essere motivo di orgoglio anche per gli altri che non hanno mai dato un colpo di mazzetta a un sasso.
E allora, contrariamente a quanto sembra avvenire in altre parti di questo numero de Il Cercapietre, spegniamo, per un momento, le luci già puntate sul minerale e accendiamo i riflettori sui ricercatori, che hanno ottenuto importanti risultati nella ricerca e che hanno contribuito al fatto che la mineralogia laziale occupi oggi un ruolo così importante nelle collezioni dei musei mineralogici di tutto il mondo.
E’ giusto e doveroso esprimere un ringraziamento a tutti coloro che hanno fatto e fanno tuttora ricerca e che, contemporaneamente, mettono a disposizione di tutti i risultati di tale ricerca, perché senza di loro e senza il loro impegno la mineralogia laziale, probabilmente, non sarebbe annoverata tra quelle di maggior interesse scientifico.
Quindi un grazie a tutti i ricercatori dilettanti, ma anche a tutti i docenti e rappresentanti del mondo accademico che negli anni hanno garantito, con una appassionata collaborazione e, per taluni, anche con il lavoro nel comitato scientifico de Il Cercapietre, il buon livello qualitativo dei lavori pubblicati.
Infine, un doveroso ringraziamento al Collegio Nazareno che da quasi venti anni ospita la sede del Gruppo Mineralogico Romano proprio in quel Museo Mineralogico voluto, a metà del 1700, dai docenti di scienze naturali e, cosa dal nostro punto di vista determinante, ricercatori di minerali nel Lazio.
Il loro impegno deve essere sentito da tutti noi come esempio e stimolo per un rilancio della ricerca mineralogica laziale che da qualche anno vive, anche per merito dei nuovi strumenti di analisi a disposizione della scienza, momenti emozionanti contrassegnati dal ritrovamento di nuove specie mineralogiche.
Si ha la sensazione che sia iniziato un lungo periodo di nuove scoperte e, allora, cerchiamo di vedere nell’associazionismo e nello scambio di informazioni gli strumenti utili al raggiungimento di tali risultati.
E il Gruppo Mineralogico Romano? Su questo campo sarà sempre in prima linea!