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| Premessa
Nel corso dello studio sulla fluoro-edenite di M.te Calvario a Biancavilla (CT), descritta in altro articolo di questa rivista (Gianfagna e Fiori), sono stati rinvenuti, sulla stessa matrice, cristalli di pseudobrookite. Vengono riportate riprese fotografiche tradizionali ed al SEM per fornire un ulteriore contributo per l’identificazione di questa specie da parte del ricercatore.
La pseudobrookite era stata segnalata nelle lave del M.te Calvario a Biancavilla da Von Lasaulx (1879), Di Franco (1942) e da Preite (1982). Più in generale la presenza di pseudobrookite nelle lave dell’Etna è stata segnalata, oltre che a M.te Calvario, ad Acitrezza (Stella Starabba, 1942) e ad Acireale (Santoro, 1956).
Minerale relativamente raro, in Italia, oltre alle località siciliane già citate, è stata trovata nelle lave del Vesuvio (Krenner, 1890; Zambonini, 1935; Preite 1983), nei proietti sanidinitici di Fosso Ricomero (Vetralla, VT) (De Casa et al., 1987; Parodi et al., 1989) e in Sardegna, nelle cave di M.te Arci presso Marrubiu (OR) (Bortolazzi, 1986).
Nei prodotti lavici di M.te Calvario che abbiamo avuto modo di osservare, i cristalli di pseudobrookite, a simmetria rombica, si presentano in forma di prismi molto allungati, spesso schiacciati secondo {100} fino ad apparire quasi tabulari (Fig. 1 e 3), con le facce laterali del prisma percorse da sottilissime striature nel senso della lunghezza. Le dimensioni dei cristalli sono mediamente di qualche decimo di millimetro per arrivare solo raramente al millimetro.
Il minerale mostra facce speculari a lucentezza submetallica con discreta trasparenza negli individui più piccoli. Ha un caratteristico forte pleocroismo da bruno ad un forte rosso vino visibile alla luce naturale (Fig. 2).
La pseudobrookite, in rari cristalli, è associata oltre a fluoro-edenite, a ematite in lamine sottili e lucenti, magnetite in piccoli ottaedri irregolari con lucentezza metallica, apatite di colore arancio il cui prisma non supera qualche decimo di millimetro.
Il minerale, la cui formula teorica è:
(Fe3+, Fe2+)2 (Ti, Fe3+)O5,
è stato identificato mediante diffrattogramma su camera Gandolfi ( = 114,6 mm, con radiazione Cu Kα, 40 kV 20mA, esp. 9h). I dieci effetti di diffrazione piu intensi sono riportati in Tab. 1.
Tabella 1. I dieci effetti di diffrazione piu intensi osservati e calcolati (vs = molto forte; s = forte; m = medio; w = debole; vw = molto debole).

Tabella 2. Confronto tra i parametri di cella della pseudobrookite di Biancavilla e la pseudobrookite sintetica.

Figura 4. Spettro SEM della pseudobrookite di Biancavilla.

Il calcolo della cella è stato fatto con un adattamento per PC del programma di Appleman ed Evans (1973), i valori ottenuti sono riportati in Tab. 2 confrontati con quelli della pseudobrookite sintetica (scheda PDF N° 41-1432).
L'analisi qualitativa al SEM (ZEISS mod. DSM 940A) evidenzia oltre ferro e titanio, una piccola quantità di magnesio e alluminio come si può osservare in Fig. 4. Tale presenza è stata riscontrata, in passato, sia nella pseudobrookite ritrovata ad Acitrezza (Stella Starabba, 1942), che, più recentemente, in quelle di Fosso Ricomero (Parodi et al, 1989). In quest'ultima pubblicazione gli autori affermano che il minerale ha una composizione vicina ad un termine intermedio nel gruppo della pseudobrookite, molto probabilmente la kennedyite, attualmente discreditata. La pseudobrookite di Biancavilla somiglierebbe, invece, più all'armalcolite (Mg, Fe2+)Ti2O5. Su queste basi, per una caratterizzazione completa è necessaria un'analisi chimica quantitativa accurata, in corso di esecuzione. |
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Fig. 1. Pseudobrookite di Biancavilla, cristallo singolo -fotografia al SEM.
Fig. 2. Pseudobrookite di Biancavilla, cristallo di 0,4 mm, foto S. Fiori.
Fig. 3. Pseudobrookite di Bianca villa, geminazione pa-;la di tre cristalli - fotografia al SEM.
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| Ringraziamenti
Si ringrazia il Dipartimento di Scienze della Terra della Università di Roma La Sapienza per aver consentito l'esecuzione delle analisi diffrattometriche dei campioni e l'uso del SEM. |
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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
APPLEMAN D.E., EVANS H.T. Jr. (1973), Job 9214 indexing and least squares refiniment of powder diffraction data, U.S. Department of Commerce NTIS Document, P.B. 216181.
BORTOLAZZI G. (1986), Note di mineralogia italiana -Mullite e Pseudobrookite del Monte Arci (OR), R.M.I., 3/1986, p. 136.
DE CASA G.C., DELLA VENTURA G., PARODI G.C., STOPPANI F.S. (1987), Minerali del Lazio (3), R.M.I., 4/1987, pp. 189-194.
Di FRANCO S. (1942), Mineralogia etnea. Tip. Zuccarello & Izzi, 1942-XX, Catania.
KRENNER J.A. (1890), Ueber den pseudobrookit vom Vesuv, Zeitschr. F. Krystall., XVII Bd. <br>VON LASAULX A. (1879), Mineralogiche notizien: Szaboit vom Biancavilla (Etna). Zeitschr. F. Krystall. U. Miner., III, Leipzg.
PARODI G.C., DELLA VENTURA G., LORAND J.P. (1989), Mineralogy and petrology of an unusual + vanadium-rich pseudobrookite assemblage in an ejectum from Vico Volcanic Complex (Latium, Italy), Am. Min., 74, pp. 1284-1289.
PREITE D. (1982), I minerali di Biancavilla (CT), R.M.I., 4/1982, pp. 112-114.
PREITE D. (1983), Minerali del Vesuvio al microscopio, R.M.I., 4/1983, pp. 130-133. <br>SANTORO F. (1956), Osservazioni su alcuni minerali pneumatolitici di Acireale (Etna), Acc. Gioenia di Sie. Nat. Catania, pp. 15-26.
STELLA STARABBA F. (1942) Sopra alcuni minerali pneumatolitici di Acicatena (Etna), Per. Min. XIII, 2, maggio 1942, XX, pp. 157-174.
ZAMBONINI F. (1935) «Mineralogia Vesuviana» 2a edizione (a cura di E. Quercigh), Rend. R. Ace. Sc. Fis. Mat., serie 2, XX, Napoli 1935.
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